Rete delle "menti critiche"

Atomo reticolare delle "menti critiche", impegnato nella trasformazione sociale e "messa in questione del rapporto tra la forma capitalista (intesa come Gestalt, come forma della percezione) e la potenza produttiva concreta delle forze sociali, particolarmente la potenza dell’intelletto generale" - Naked ... nudo, spogliato, svestito; scoperto; sguainato; privo di vegetazione, spoglio; schietto, semplice, disadorno; palese, manifesto; vuoto (???); mancante; indifeso, disarmato ... "Imbarazzi che sollecitano l'animo" . . . "Noi siamo i dirigenti e gli organizzatori della guerra rivoluzionaria e anche i dirigenti e gli organizzatori della vita delle masse. I due nostri compiti sono: organizzare la guerra rivoluzionaria e migliorare le condizioni di vita delle masse" Mao Tsetung



giovedì 31 maggio 2012

LA REPUBBLICA SIAMO NOI

Manifestazione nazionale - Per l'attuazione del risultato referendario, per la riappropriazione sociale e la tutela dell'acqua e dei beni comuni, per la pace, i diritti e la democrazia, per un'alternativa alle politiche d'austerità del Governo e dell'Europa
Ad un anno dalla straordinaria vittoria referendaria, costruita da una partecipazione sociale senza precedenti, il Governo Monti e i poteri forti si ostinano a non riconoscerne i risultati e preparano nuove normative per consegnare definitivamente la gestione dell’acqua agli interessi dei privati, in particolare costruendo un nuovo sistema tariffario che continua a garantire i profitti ai gestori.
Non solo. Da una parte BCE, poteri forti finanziari e Governo utilizzano la crisi economico-finanziaria per rendere definitive le politiche liberiste di privatizzazione dei beni comuni e dei servizi pubblici, di smantellamento dei diritti del lavoro, del welfare e dell'istruzione, di precarizzazione dell’intera vita delle persone. Dall'altra le politiche d'austerità ridimensionano il ruolo dell'intervento pubblico per poi alimentare l'idea che la crescita sia possibile solo attraverso investimenti privati, che in realtà si appropriano dei servizi e devastano il territorio.
E' in atto il tentativo di imporre definitivamente il dominio delle "esigenze dei mercati" sulla democrazia, ovvero il diritto di tutte e di tutti a decidere collettivamente sul proprio presente e futuro.
Il 2 giugno è da sempre la festa della Repubblica, ovvero della res publica, di ciò che a tutte e tutti appartiene. Una festa ormai da anni espropriata alle donne e agli uomini di questo Paese e trasformata in parata militare, come se quella fosse l’unica funzione rimasta ad un “pubblico”, che si vuole progressivamente consegnare agli interessi dei grandi gruppi bancari e dei mercati finanziari.
Ma la Repubblica siamo noi.
Le donne e gli uomini che nella propria quotidianità ed in ogni territorio lottano per la riappropriazione sociale e la tutela dell’acqua e dei beni comuni, per un welfare universale e servizi pubblici di qualità, per la dignità del lavoro e la fine della precarietà, per il diritto alla salute e all’abitare, per l’istruzione, la formazione e la conoscenza, per la trasformazione ecologica della produzione, a partire dal Forum Alternativo dei Popoli di Rio+20, per politiche di pace e cooperazione.
Le donne e gli uomini che, come nel resto d'Europa, pensano che i beni comuni siano fondamento di un nuovo modello produttivo e sociale.
Le donne e gli uomini che dentro la propria esperienza individuale e collettiva rivendicano una nuova democrazia partecipativa, dentro la quale tutte e tutti possano contribuire direttamente a costruire un diverso futuro per la presente e le future generazioni.
Crediamo sia giunto il momento in cui siano queste donne e questi uomini a riempire la piazza del 2 giugno.
Con l’allegria e la determinazione di chi vuole invertire la rotta.
Con la consapevolezza di chi sa che il futuro è solo nelle nostre mani.
Promuovono: Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua (Comitati Territoriali per l'Acqua del Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige, Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna; Abruzzo Social Forum, Acea Onlus, Acli - Associazione Cristiana Lavoratori Italiani, Acu - Associazione Consumatori Utenti, Alternativamente.Info, Alternative Europa, Altrimondi, Arci, Associazione Acli Terra, Associazione Botteghe Del Mondo, Associazione Culturale Punto Rosso-Fma, Associazione Di Cooperazione Rurale In Africa E America Latina, Associazione Fratelli Dell’uomo, Associazione Malattie Da Intossicazione Cronica E/O Ambientale, Associazione Federativa Femminista Internazionale, Associazione Italia – Nicaragua, Associazione Italiana Amici Di Raoul Follereau, Associazione Link Onlus, Associazione Medica N.A.Di.R., Associazione Michele Mancino, Associazione Naturista Europea, Associazione Nazionale Dei Comuni Virtuosi, Associazione Ong Italiane, Associazione Per La Decrescita, Associazione Rossoverde, Associazione Sinistra Critica, A Sud Ecologia e Cooperazione Onlus, Attac Italia, Associazione Universitaria Per La Cooperazione Internazionale, Beati i Costruttori Di Pace, Carta, Campagna Per La Riforma Della Banca Mondiale - CRBM, CIPAX - Centro Interconfessionale Per La Pace, Centro Nuovo Modello Di Sviluppo, CEVI- Centro Di Volontariato Internazionale Per La Cooperazione Allo Sviluppo, Chiama L’africa, CIPSI - Coordinamento Di Iniziative Popolari Di Solidarieta’ Internazionale, CNS - Ecologia Politica, COCIS - Coordinamento Delle Organizzazioni Non Governative Per La Cooperazione Internazionale Allo Sviluppo, Comitato Acquasuav (Campagna Italiana Per La Salvaguardia Hasankeyf), Comitato Italiano Per Il Contratto Mondiale Sull’acqua, Comitato Tobin Tax, Commissione Globalizzazione e Ambiente Della Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Confederazione Cobas, Confederazione Nazionale Lavoratori, Coordinamento Nazionale Comunita’ Di Accoglienza - CNCA, CRIC - Centro Regionale Di Intervento Per La Cooperazione, Cvm – Comunità Volontari Per Il Mondo, Diocesi Di Termoli - Larino, Engim, Fairwatch, Fa’ La Cosa Giusta!, Federazione Lavoratori Della Conoscenza Cgil, Fiba Cisl - Federazione Italiana Bancari E Assicurativi Della Cisl, Fiom Cgil, Forum Ambientalista, Forum Difesa Salute, Forum Per La Democrazia Costituzionale Europea, Funzione Pubblica Cgil, Geologi Nel Mondo, Geologia Senza Frontiere, Gioventù Francescana d’Italia, Il Manifesto, Ipsia Istituto Pace Sviluppo Innovazioni Acli, Istituto Schole’ Futuro (TO), Federazione Delle Attività Dei Gesuiti Nel Sociale (Jsn), Lavoro E Societa’ Cgil, Legambiente, Libera, Liberazione, Lila Cedius, Lvia - Associazione Solidarieta’ E Cooperazione Internazionale, Lunaria, Mani Tese, Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani, Medicina Democratica, Mountain Wilderness, Movimento Consumatori, Movimento D’agape, Movimento Libero Perseo, Movimento Per La Decrescita Felice, Movimento Resistenza Continua, Network Riprendiamoci Il Pianeta, Ordine Francescano Secolare Minori D’italia, Pane E Rose Onlus, Pax Christi, Quale Stato, Rete Lilliput, Rete Nazionale Rifiuti Zero, Rete NO INC, Rete Nuovo Municipio, Rete Per Una Cultura Sostenibile E Indipendente, Rete Degli Studenti Medi, Rete 28 Aprile Nella Cgil, Senza Confine Onlus - Associazione Per Lo Sviluppo Dei Popoli, Servizio Civile Internazionale, Sbilanciamoci, Sindacato Dei Lavoratori (Sincobas E Sult), Sdl Intercategoriale, Slow Food Italia, Terres Des Hommes, Umanisti Per L’ambiente, UISP - Unione Italiana Sport Per Tutti, Unione Degli Studenti, Unione Degli Universitari, Un Ponte Per..., U.S.B., Verdi Ambiente e Societa’ – Vas Onlus, WWF Italia, Associazione Yaku), Altramente, Associazione Culturale TerradelFuoco, Associazione Socio-culturale InFormazione InMovimento Legnano Arese, Associazione Medici contro la tortura ONLUS, Associazione Yakaar Italia Senegal, Autorecupero San Tommaso - Roma, Comitato No Debito,Comitato per la Riduzione e il Riciclo Totale dei Rifiuti dell'Emilia Romagna, Comitato "SI alle energie rinnovabili NO al nucleare", Coordinamento Lavoratrici e Lavoratori Autoconvocati, Coordinamento Salviamo il Paesaggio Roma e Provincia, FLARE - Freedom Legality And Rights in Europe, Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio, Forum Rifiuti Zero Lazio, Forum Sinistra Europea, Gas Veg(etari)ano di Roma LasVeGas, Gas Testaccio Meticcio di Roma, Istituto Secolare Servi della Chiesa, Movimento "2 Giugno", Movimento Pensiero Meticcio, Nuovo Cinema Palazzo – Roma, Presidio No Dal Molin – Vicenza, Rete dei Comitati vesuviani (Zero Waste Italy), Rete della Conoscenza, Roma non si vende, RSU FIOM di SELEX-SI Roma, Scintilla Onlus, SNATER - Sindacato Nazionale Autonomo Telecomunicazioni Radiotelevisioni e società consociate, Unione Inquilini di Roma e del Lazio, WWF Emilia Romagna
Sostengono: Comunisti Uniti, Ecologisti e Reti Civiche Verdi Lazio, Federazione della Sinistra di Roma, Federazione della Sinistra, Federazione dei Verdi, Giovani Comunisti, Partito dei Comunisti Italiani, Partito Rifondazione Comunista, Piattaforma Comunista, Sinistra Ecologia e Libertà
Per adesioni scrivere a segreteria@acquabenecomune.orgQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
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sabato 19 maggio 2012

Violenza mafiosa, connivenza statale e “presidi di civiltà”

L'ultimo giorno settimanale di scuola, per una studentessa brindisina è stato l'ultimo di vita. Proprio mentre nella penisola si rincorrono iniziative e carovane itineranti che la percorrono in memoria delle vittime della mafia, proprio mentre tante persone partecipano a giornate dedicate al ricordo e all’impegno di chi, a scapito della propria vita, ha lottato e lotta contro quel male che attanaglia il Paese ormai da troppo tempo, gli assassini – indeboliti ed emarginati – tentano di fare strage di giovani corpi e menti fertili. Anche oggi, constatiamo che la violenza è di casa in mezzo a noi. I servizi segreti interni dello Stato italiano, buoni ad "infiltrare" ogni aggregazione sociale ed a controllare i movimenti politici e gli organismi rivendicativi dei diritti di cittadinanza, dove sono, cosa fanno per arrestare la militarizzazione mafiosa del territorio ?
I giovani acquistano libri di testimonianza sulle criminalità organizzate, si informano su storie che raccontano delle vittime e sulle testimonianze e sulle inchieste della magistratua, si interessano a quanto “narra” Saviano in televisione e nei suoi libri. Gli assassini cercano di arrestare questa presa di coscienza di massa, terrorizzando ed annichilendo l'eroicità di comportamenti semplicemente civili. Tutto il dolore, le sofferenze inferte al corpo sociale sano e reattivo rischiano d'essere dimenticati se queste ferite profonde non saranno lenite da cambiamenti irreversibili e da “presidi di civiltà” in grado di tutelare le vite. Diffondere, anche in altri territori regionali, la consapevolezza di quello che la criminalità organizzata significa e causa, per annullare l’ignoranza e il silenzio che spesso ammantano la questione, va inventata una nuova socialità, un modo concreto ed originale di stare insieme. Come leggiamo in “La Mafia Imprenditrice. Dalla Calabria al centro dell'Inferno” di Pino Arlacchi (Nuova edizione. Il Saggiatore, Milano, 2007) “la trasformazione della cultura e dell’ideologia del mafioso conseguente al suo inserimento nei gangli più importanti della vita economica permette al suo «stile di vita» di presentarsi come modello da emulare presso le categorie sociali – come gli studenti universitari o i giovani disoccupati – caratterizzate da un forte squilibrio tra le aspirazioni fissate dal loro livello di istruzione e dalla loro subcultura e il loro presente livello di reddito. Il crollo della inibizione e regolazione statale della violenza unito alla cultura individualistica, consumistica e competitiva tipica delle aree mafiose, ha provocato inoltre una perdita del prestigio relativo di quelle professioni e mansioni burocratiche che solo 15-20 anni fa costituivano i massimi obiettivi della mobilità sociale dal basso nell’Italia meridionale. Sarebbe altrimenti difficile spiegare la crescente quantità di impiegati, avvocati, insegnanti, medici e perfino magistrati che rompono con la stabilità e la legalità della loro professione per confluire tutti nel grande calderone dell’accumulazione mafiosa”. Queste verità se non incontrano la forza di contrasto di anticorpi culturali - una scuola mai nozionistica ed in grado di raccordarsi efficacemente con il mondo del lavoro e con il diritti di cittadinanza – e “città educative” come luoghi in grado di far emergere un immaginario alternativo, i parassiti che che si nutrono di silenzio e indifferenza, oltre che di sangue, avranno la meglio. Il pensiero degli adulti tutti – genitori ed educatori - va rivolto costantemente al mondo dei bambini e degli adolescenti, vittime due volte (ricordiamo il piccolo Giuseppe Di Matteo, rapito e ucciso quando era appena tredicenne, e Giuseppe Letizia, il pastorello dodicenne che assistette all’omicidio di Placido Rizzotto e che morì in circostanze oscure) di chi li uccide nel corpo e di chi nella mente.
I coetanei delle vittime di criminalità organizzata di oggi devono essere educati, quindi, al rigetto della subcultura mafiosa. Questo è il compito degli adulti che vogliono “città educative” “forti”, in questi tempi di svalorizzazione della vita umana, trasversalmente contagiosi sia tra le pareti domestiche come nelle pieghe della società. Il tasso di atteggiamenti “violenti” è ormai così alto da rappresentare una mina vagante, pronta ad esplodere appena il detonatore azzeccato dà la stura al peggio che peraltro è già in circolazione, non solo sotto la cenere e dietro le quinte. Esempi recenti: gli scontri che si innescano attorno al mondo del calcio nel quale confluiscono tensioni, pruriti, scompensi. Aprendo gli occhi, l’elenco si fa crudo e lungo: il bullismo, lo stupro, la discriminazione, il razzismo. Non si può che guardare all'altra faccia della medaglia: le reazioni determinate dei giovani, che a Locri hanno preso posizione pubblicamente contro il dilagare della brutalità mafiosa, in grado di insanguinare le strade con una sfacciataggine crudele ed atroce. Immagini positive, emblematiche, ma anche spiazzanti per quei “presidi di civiltà” (nuclei famigliari, scuola, Amministrazioni pubbliche) che sembrano voltarsi dall'altra parte parlando d'altro lasciando che la “globalizzazione” sia vissuta anche in Italia come il “quotidiano” è vissuto in Afghanistan e dimenticando – con estrema leggerezza – il diritto alla vita di tutte le generazioni prossime.

venerdì 18 maggio 2012

Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori: diritto ad avere diritti

Il 14 aprile 2012 a Bologna abbiamo tenuto una assemblea nazionale delle giovani e dei giovani delegati della Fiom aperta ai precari, agli studenti, alle categorie della Cgil, agli artisti, ai giornalisti, alle associazioni e ai movimenti che, nonostante sia stata organizzata in pochi giorni, ha visto una partecipazione straordinaria. Dall'assemblea è emerso che non basta essere contrari alla «riforma» del mercato del lavoro e alla cancellazione dell'articolo 18, e che non si può solo raccontare le condizioni individuali e collettive di precarietà derivanti dalle decine di
contratti atipici.
È ormai troppo tempo che iniziative e manifestazioni di denuncia della condizione d'invisibilità non sortiscono effetti se non «una pacca sulla spalla». Abbiamo la consapevolezza che non sono bastate quelle iniziative e che alla precarietà strutturale del mercato del lavoro si sono andate
sommando la crisi finanziaria ed economica e le politiche di austerity che stanno cancellando i diritti del lavoro, privatizzando il welfare e la formazione e, col «fiscal compact» (pareggio di bilancio), svuotando la democrazia in tutta Europa.
Watch live streaming video from fiomnet at livestream.com
Le politiche europee sostenute dal nostro Governo mettono sempre più in contrapposizione e concorrenza «garantiti» e non, giovani e adulti, lavoratori autonomi e dipendenti, donne e uomini, comunitari ed extracomunitari, rendendo il lavoro una merce come le altre. Dall'assemblea,
questa consapevolezza ci ha spinti a promuovere un percorso di discussione e azione, in corso in questi giorni, per riconquistare la riunificazione dei diritti delle condizioni di lavoro attraverso il diritto alla coalizione, per poter realizzare una vera e autonoma contrattazione collettiva.
Tenere insieme i diritti del lavoro, quelli della cittadinanza, i beni comuni, la giustizia ambientale è l'unico modo per difendere la democrazia.
In Italia la democrazia e i diritti costituzionali sono entrati nei luoghi di lavoro, dopo anni di dure lotte, con la Legge 300 del 20 maggio del 1970. Oggi una parte importante delle lavoratrici e dei lavoratori non ha più alcun tipo di tutela e dove queste ci sono con l'articolo 8 sono
messe in discussione.
È in discussione il diritto ad avere dei diritti per tutte e tutti.
Per queste ragioni promuoviamo, a 42 anni dalla nascita dello Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori Assemblea/evento - ore 11.00 Auditorium del Palazzo dei Congressi Villa Vittoria (piazza Adua, vicino alla stazione)
a cui invitiamo a partecipare tutti coloro che pensano e agiscono per estendere i diritti 20 maggio 1970 - 20 maggio 2012 Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori Il diritto ad avere diritti www.fiom.cgil.it

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