Rete delle "menti critiche"

Atomo reticolare delle "menti critiche", impegnato nella trasformazione sociale e "messa in questione del rapporto tra la forma capitalista (intesa come Gestalt, come forma della percezione) e la potenza produttiva concreta delle forze sociali, particolarmente la potenza dell’intelletto generale" - Naked ... nudo, spogliato, svestito; scoperto; sguainato; privo di vegetazione, spoglio; schietto, semplice, disadorno; palese, manifesto; vuoto (???); mancante; indifeso, disarmato ... "Imbarazzi che sollecitano l'animo" . . . "Noi siamo i dirigenti e gli organizzatori della guerra rivoluzionaria e anche i dirigenti e gli organizzatori della vita delle masse. I due nostri compiti sono: organizzare la guerra rivoluzionaria e migliorare le condizioni di vita delle masse" Mao Tsetung



lunedì 21 giugno 2010

DATI . . . PER CONOSCER (CI) ! By http://www.bolognacittalibera.org 20 Ottobre 2008

DATI . . . CONOSCERE e PER AGIRE – Ultima Indagine ISTAT sui cittadini stranieri residenti in Italia - Fonte: http://www.cittalia.it Povertà, guerre, mancato riconoscimento dei diritti umani, sconvolgimenti ambientali, desiderio di vivere una vita più dignitosa sono solo alcuni dei motivi che spingono molte persone ad abbandonare la propria terra d’origine per cercare fortuna nei Paesi ad alto sviluppo economico. Il fenomeno migratorio ha sempre caratterizzato la storia dell’umanità, ma oggi la globalizzazione dell’economia e della comunicazione ha modificato le prospettive, molti studiosi sono concordi nel sostenere che in un prossimo futuro le migrazioni cresceranno ulteriormente comportando variazioni veloci delle direttrici dei flussi. La condizione prevalente potrebbe essere quella del lavoratore a contratto ed il rischio sociale che, in qualche misura, questa trasformazione comporta è la precarietà dell’impiego insieme alla difficoltà d’integrazione. Vediamo come le città europee sono sempre più cosmopolite. La pluralità delle culture, delle lingue, delle esigenze rendono interessanti e competitive le realtà locali inscritte nel più vasto progetto di economia globale.L’immigrazione e l’integrazione sono tematiche portanti di tutti i programmi politici europei, sia a livello comunitario che nazionale o locale, ma non sempre integrazione è sinonimo di assimilazione. L’integrazione infatti è un processo di adattamento ad una serie di condizioni ed eventi all’interno di una comunità, un procedimento mediante il quale la società che accoglie assicura coesione sociale per i principi condivisi rispettati da tutti. Dall’ultima indagine Istat vediamo che nell’anno 2007 vi è stato un considerevole aumento di stranieri residenti in Italia rispetto all’anno precedente, + 16,8%. L’incremento più elevato registrato nel nostro Paese è riconducibile al forte aumento degli immigrati comunitari, in particolare quelli di cittadinanza rumena, che sono cresciuti nell’ultimo anno di ben 283.078 unità (+ 82,7%). Inoltre sono 457 mila i nati in Italia lo scorso anno con cittadinanza straniera, mentre nel 2001 erano circa 160 mila. Essi sono una “seconda generazione” la cui cittadinanza straniera è dovuta al fatto di essere figli di immigrati. I cittadini dei Paesi est-europei non appartenenti all’Unione europea sono invece 839 mila, ovvero il 24,4% del totale dei residenti stranieri. Dal Rapporto Istat si evince che l’insediamento degli immigrati mostra per la prima volta “una lieve redistribuzione a favore delle regioni meridionali, a causa della presenza romena, che in queste regioni è cresciuta più intensamente che altrove”. Tuttavia pur con questi ultimi aggiornamenti, la geografia del fenomeno non cambia poiché il 62,5% degli immigrati risiede nelle città e nei territori delle regioni del Nord, il 25% nelle regioni del Centro ed il restante numero, 12,5%, nel Mezzogiorno.

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